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TEATRO DI FIGURA: UNA RISORSA PER
L'INTEGRAZIONE
L'associazione Cyrano, da tre anni, lavora per divulgare i linguaggi
del teatro di figura in situazioni di disagio. In questi anni di
vita con i partners (Anffas, Adda di Cesena, Aism di Cesena e la
Cooperativa di burattinai professionisti “Arrivano dal Mare!/Atelier
delle figure/Scuola per Burattinai” di Cervia) la rete “La Baracca
dei Talenti” continua l'impegno a studiare e approfondire le
conoscenze e competenze in campo artistico, psico-educativo e
riabilitativo-relazionale attraverso seminari, gruppi di lavoro e di
ricerca, partecipazione a convegni e occasioni formative specifiche.
Nei mesi di novembre e dicembre 2006 è svolto a Forlì e Cervia il
corso di formazione “TEATRO DI FIGURA: UNA RISORSA PER
L'INTEGRAZIONE”, giunto ormai alla sua quarta edizione, rivolto a
volontari, studenti, operatori sociali ed educatori.
Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare i seguenti
numeri:
Associazione Cyrano: 349/7814187 oppure 339/1122658
Atelier delle Figure/Scuola per Burattinai: 0544/971958
CDA: - Tel. 0543 62124, Fax 0543 409182
e-mail: atelier@arrivanodalmare.it cda@comune.forli.fo.it. consulta
il sito: www.arrivanodalmare.it
IN SALUTE CON GIOCO VITA
In questi ultimi anni l'uso del teatro d'oggetti in terapia si è
molto sviluppato in Italia. Una delle più prestigiose compagnie del
mondo (e non esagero) il Teatro Gioco Vita mette il suo talento a
disposizione degli altri, e non è una novità, ma ora interviene
direttamente con il dipartimento di Salute Mentale di Piacenza con
la quale ha realizzato l'esperienza denominata "Passo e resto, come
l'universo".
Tutto è iniziato quando ha avuto luogo il laboratorio teatrale
sull'ombra e il teatro d'ombre condotto da Teatro Gioco Vita con un
gruppo di ospiti e operatori dei Centri Diurni del Dipartimento di
Salute Mentale dell'Azienda ASL di Piacenza, poi ci sono state della
rappresentazione frutto di questo percorso, andate in scena il 28 e
29 ottobre al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza nel
cartellone Pre/Visioni della Stagione di Prosa del Teatro Municipale
di Piacenza).
L'esperienza è dovuta al regista Fabrizio Montecchi e al dottor
Corrado Cappa, responsabile Unità Operativa Centri Diurni -
Dipartimento Salute Mentale Asl di Piacenza.
Dal momento che il teatro delle ombre parte dallo studio e dalla
sperimentazione del fenomeno dell'ombra e date le implicazioni
emotivo- psicologiche che tale fenomeno suscita in ogni essere
umano, un laboratorio che voglia avvicinare a questo genere di
teatro non può non partire da un approccio fisico e sperimentale
delle ombre presenti in natura: prima fra tutte l'ombra del nostro
corpo. Figura onnipresente e specchio di noi stessi, l'ombra
obbedisce però a leggi proprie, che appare affascinante esplorare
attraverso giochi ed esercizi. Nello stesso tempo, essere fisico ma
mutevole, a metà strada fra reale e intangibile, essa diventa spesso
la proiezione del proprio io più profondo, della propria percezione
di sé e delle proprie paure. Perciò giocare con la propria ombra può
creare i presupposti per favorire l'emergere di vissuti e percezioni
personali.
Questo lavoro ha offerto agli ospiti delle strutture del
Dipartimento di Salute Mentale uno strumento utile per l'espressione
dei vissuti della psicosi e la possibilità di praticare un'attività
in uno spazio esterno ai luoghi tradizionali della psichiatria qual
è il teatro, per valorizzare e diffondere l'arte proveniente dal
mondo silente della psicosi, e soprattutto, di migliorare il
benessere e le capacità relazionali all'interno del gruppo. Il
teatro, ancora una volta, è stato chiamato a favorire la creatività,
la comunicazione, l'ascolto, la disponibilità e l'integrazione. Un
tema di confronto interessante per gli studenti, che si collega sia
ad un approfondimento sul linguaggio teatrale sia ad un approccio
psicologico e sociologico dell'argomento.
IL GIOCO VITA IN TERAPIA
Il Teatro Gioco Vita torna a lavorare con gli ospiti e gli operatori
dei
Centri Diurni del Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda Usl di
Piacenza. "Passo e resto, come l'universo" è un laboratorio di
teatro d'ombre a cura di Fabrizio Montecchi e Nicoletta Garioni e
della Compagnia artistica di Teatro Gioco Vita che coinvolgerà un
gruppo di ospiti e operatori dei Centri Diurni di Piacenza,
Castelsangiovanni e Fiorenzuola.
Questo laboratorio teatrale è finalizzato alla realizzazione di un
spettacolo d'ombre a partire da testi, disegni e testimonianze dei
partecipanti. E' la nuova iniziativa di Teatro Gioco Vita che
prosegue l'esperienza avviata negli ultimi anni dal Teatro Stabile
di Innovazione diretto da Diego Maj con il Dipartimento di Salute
Mentale dell'Azienda Usl di Piacenza.
Al laboratorio lavoreranno anche altri operatori di Teatro Gioco
Vita, tra cui Federica Ferrari e l'attrice Federica Anna Armillis,
oltre ai tecnici della Compagnia. Intenso il programma degli
incontri, una ventina in tutto, che si articoleranno fino a giugno
per la parte dedicata in modo più specifico all'ombra e al teatro
d'ombre e tra settembre e ottobre per la parte dedicata alla messa
in scena e alle prove dello spettacolo che nascerà dai materiali che
emergeranno dal lavoro dei partecipanti.
Da qualche anno è attiva una collaborazione tra Teatro Gioco
Vita-Teatro Stabile di Innovazione e Dipartimento di Salute Mentale
dell'Azienda Usl di Piacenza. "Il teatro - spiega Diego Maj - deve
saper entrare nella vita, delle persone e di una città. Tutta la
vita, nei suoi vari aspetti, anche quelli meno rassicuranti. Tutte
le persone, senza distinzioni. Tutta la città, senza vuoti o
dimenticanze. Teatro Gioco Vita in questi anni ha una grande
opportunità: poter svolgere la propria attività artistica e attuare
proposte e progetti nei confronti di tutto il pubblico. Bambini e
ragazzi, giovani e adulti, scuole e famiglie, associazioni e gruppi:
a tutti cerchiamo sempre di proporre, senza alcuna distinzione, un
teatro che sia luogo di esperienze e di incontri, anche al di là
della visione di spettacoli. Del resto il teatro è universale. Non
può essere limitato da settori, confini, definizioni. Un valore che
non possiamo non riconoscere, se crediamo nel teatro. Per questo,
nell'ambito delle attività della Stagione di prosa del Teatro
Municipale, abbiamo iniziato a coinvolgere ospiti ed operatori dei
Centri Diurni del Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda Usl di
Piacenza".
L'attività laboratoriale è uno dei cardini del progetto artistico di
Teatro Gioco Vita. Fin dalla sua costituzione, per vocazione
artistica e per compito istituzionale, la Compagnia è sempre stata
impegnato in diversi interventi laboratoriali e di formazione in
generale, per varie tipologie di utenti: dai bambini delle scuole
materne agli studiosi dell'ombra e della luce, dai bambini o adulti
che presentano situazioni di disagio agli studenti che vogliono
diventare professionisti del teatro di figura.
L'idea del lavoro da condurre nell'ambito del progetto "Passo e
resto, come l'universo" nasce dalla consapevolezza, maturata in anni
di esperienza di spettacoli e laboratori, della forza espressiva e
comunicativa dell'ombra.
Dal momento che il teatro delle ombre parte dallo studio e dalla
sperimentazione del fenomeno dell'ombra e date le implicazioni
emotivo-psicologiche che tale fenomeno suscita in ogni essere umano,
un laboratorio che voglia avvicinare a questo genere di teatro non
può non partire da un approccio fisico e sperimentale delle ombre
presenti in natura: prima fra tutte l'ombra del nostro corpo. Figura
onnipresente e specchio di noi stessi, l'ombra obbedisce però a
leggi proprie, che appare affascinante esplorare attraverso giochi
ed esercizi. Nello stesso tempo, essere fisico ma mutevole, a metà
strada fra reale e intangibile, essa diventa spesso la proiezione
del proprio io più profondo, della propria percezione di sé e delle
proprie paure. Perciò giocare con la propria ombra può creare i
presupposti per favorire l'emergere di vissuti e percezioni
personali.
Tra gli obiettivi che il Dipartimento di Salute Mentale si pone con
questo lavoro, la possibilità di offrire ai propri utenti uno
strumento utile per l'espressione dei vissuti della psicosi,
praticare un'attività in uno spazio esterno ai luoghi tradizionali
della psichiatria qual è il teatro, valorizzare e diffondere l'arte
proveniente dal mondo silente della psicosi.
E soprattutto, migliorare il benessere e le capacità relazionali
all'internodel gruppo.
Il teatro, ancora una volta, è chiamato a favorire la creatività, la
comunicazione, l'ascolto, la disponibilità e l'integrazione. |